Negli ultimi mesi ho notato qualcosa che mi ha fatto sorridere: quello che le riviste di settore chiamano «il grande trend del 2026-2027» è, in realtà, quello che dico alle mie spose da sempre.
Non esiste più il trucco da sposa. Esiste il tuo.
Il trend che finalmente mi dà ragione
Le passerelle bridal e i saloni di settore, quest'anno, ripetono tutti la stessa idea: personalizzazione. Non un unico look ideale da replicare, ma tante interpretazioni diverse, ognuna costruita sulla persona che la indossa. Pelle luminosa costruita con prodotti leggeri, meno correttore e più pelle vera, colori che accompagnano l'incarnato invece di coprirlo.
È un cambiamento importante rispetto a qualche anno fa, quando "trucco da sposa" voleva quasi dire una cosa sola: base pesante, contouring marcato, occhio scenico uguale per tutte. Oggi il settore sta tornando a una domanda più semplice, quella che io mi sono sempre fatta: come faccio a truccare questa persona, non "una sposa" in generale?
Cosa resta sempre uguale, qualunque sia la moda
C'è una formula che mi guida da anni, ed è quella che oggi viene descritta come "il connubio perfetto": una base senza tempo, più uno o due tocchi che parlano di te.
La base senza tempo è la pelle: luminosa, vera, curata — ne ho parlato a lungo nell'articolo sulla preparazione della pelle, perché è lì che comincia davvero ogni trucco che dura e che invecchia bene anche nelle foto, tra dieci o vent'anni.
I tocchi personali, invece, sono la parte che cambia sposa per sposa: un occhio più caldo o più delicato, una bocca più decisa o più naturale, un blush più intenso o quasi invisibile. È lì che il trucco smette di essere "un trucco da sposa" e diventa il tuo.
Occhi: morbidi, ma non per forza timidi
La direzione che vedo più spesso oggi è un occhio sfumato, mai netto — matite e ombretti diffusi invece di righe rigide, tonalità calde come tortora, terracotta, marrone caldo. È un occhio che valorizza senza "recitare".
Per chi invece ama un punto più deciso, funziona benissimo un occhio più caldo e profondo — bronzo, terracotta scura — ma sempre sfumato, mai una maschera. La differenza non è quanto colore metti: è come lo lasci sfumare nella tua pelle.
Anche sulle ciglia il gusto si è alleggerito: si preferiscono estensioni naturali a ciglia finte pesanti e uniformi, proprio per non "coprire" lo sguardo con qualcosa che non è tuo.
Labbra e guance: il colore che sembra tuo, non aggiunto
Per le labbra, la tendenza è verso nudi caldi, malva, rosati — colori che sembrano una versione più bella delle tue labbra, non un colore sovrapposto. Per le guance, un blush sfumato bene, nei toni pesca o corallo, che dia l'aria di chi è appena tornata da una passeggiata al sole: non disegnato, ma respirato.
Questo è un principio che vale doppio qui in Sardegna: la luce naturale, soprattutto quella del tardo pomeriggio, esalta moltissimo i toni caldi e penalizza tutto ciò che sembra "steso" invece che assorbito dalla pelle.
Come scegliere davvero il tuo, in pratica
Con tutte queste informazioni, la domanda resta: come si sceglie? Ecco come lavoro io, in tre passaggi.
Parti da te, non dalle immagini.
Va benissimo portare ispirazioni da Pinterest o Instagram alla prova — anzi, aiutano moltissimo a capirci. Ma le guardo insieme a te per capire cosa ti piace di quel trucco: è il colore? È la luminosità? È l'occhio? Spesso non serve replicare tutto, basta prendere quell'unico elemento e adattarlo al tuo viso.
Pensa al giorno intero, non solo alla prima foto. Un trucco scelto solo guardandosi allo specchio per cinque minuti è diverso da un trucco pensato per durare dalla cerimonia al ballo, con l'emozione, il caldo, magari qualche lacrima. Nella prova ne parliamo sempre.
Se ti sposi d'estate, ho raccolto i consigli pratici in trucco sposa in Sardegna d'estate.
Fidati di quello che ti fa sentire, non solo di quello che ti fa sembrare. È la domanda che faccio sempre per ultima: quando ti guardi allo specchio con questo trucco, ti riconosci? Se la risposta è sì, abbiamo trovato il tuo trucco — che sia in linea con il trend del momento o no.
Perché per me è sempre stato così
L'ho scritto altre volte, ma qui è il cuore di tutto: ho imparato a truccare da un'esperienza mia, quando cercavo qualcuno che mi rappresentasse per il mio matrimonio e trovavo solo trucchi pesanti, pensati per trasformare invece che per valorizzare.
Vedere che il settore intero sta arrivando, anni dopo, alla stessa conclusione — meno maschera, più te — non cambia il mio modo di lavorare. Lo conferma soltanto.